Mindfulness o Religione?


E’ capitato più di una volta di incontrare persone che mi hanno posto la domanda se la Mindfulness fosse “compatibile” con la religione cattolica o addirittura se fosse essa stessa una religione.

La Mindfulness è una pratica di meditazione di consapevolezza, quindi ovviamente non è una religione.
Pur affondando le proprie radici in una pratica buddhista della tradizione Theravada: la pratica di Vipassana; è stata strutturata come Mindfulness sul finire degli anni settanta da Jon Kabat Zinn (professore di biologia molecolare e professore emerito in medicina), dopo averla spogliata dai connotati, che potevano essere presenti, di natura religiosa, morale e spirituale.
In questo modo si è aperta la possibilità di lavorare con pratiche di consapevolezza antichissime (circa 250 A.D.) ma allo stesso tempo adatte al mondo occidentale e scientifico.

La Mindfulness ha come focus l’essere umano, il benessere dell’uomo attraverso il rispetto di tutto ciò che lo circonda. Promuove l’empatia, la compassione verso il prossimo, il rispetto dell’ambiente, degli esseri viventi e ovviamente l’empatia e la compassione verso sé stessi. Niente più.
Tutto questo si realizza  portando un’ attenzione consapevole, non giudicante e quindi accettante al momento presente.

Di conseguenza possiamo sintetizzare affermando che la meditazione di consapevolezza può dialogare con qualsiasi religione che promuova il rispetto dell’essere umano e dell’ambiente che lo ospita.

Quindi per rispondere al quesito iniziale: la Mindfulness è senz’altro “compatibile” con la religione cattolica.

Può addirittura diventarne uno strumento come dimostrano i monaci Benedettini della comunità di Camaldoli che utilizzano la meditazione proprio in tal senso:

Gianni Ratto

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